Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.

Preferenze cookies

Domani è un altro Giorno. Esposizione di opere pittoriche del Maestro Sergio Bizzarri

“Domani è un altro giorno”

esposizione di opere pittoriche del Maestro Sergio Bizzarri, omaggio ad un artista, alla sua arte, alla sua creatività.

Venerdì 8 settembre 2017

ore 19.30

Inaugurazione mostra

Dresscode: tenue de ville

La mostra resterà esposta fino al 6 ottobre 2017

 sergiobizzarriita

 

“Domani è un altro giorno”

 

Nel giugno del 2014 il Mestro e Martin erano immersi in conversazione sul lavoro di Bizzarri, la caducità della vita e ciò che rimane dell’arte.

Martin chiese al Maestro se “questo è quanto” oppure se all’età di 83 anni fosse ancora in grado di soprendere l’umanità, in senso positivo o negativo.

Il Maestro rispose “Aspetta, la prossima volta vedrai.”

Alla fine di settembre tornammo e sì, vedemmo: il rapimento di un ottantatreenne per le pietre…

La storia è questa: nel maggio del 2014 nacque la prima bisnipote di Sergio e Lina Bizzarri: Gaia.

Si trattava ovviamente della più bella neonata che ci sia, e divenne una fonte d’ispirazione per chi vi fosse sensibile.

Nei mesi estivi entrambi i bisnonni erano in vacanza con la nipote Benedetta e la bisnipote Gaia, “da qualche parte” sulla costa tirrenica. Quando le signore si ritiravano per il riposo dopo pranzo, Sergio amava passeggiare lentamente su un lungo tratto di costa e pensare alle benedizioni nella sua vita.

Da bravo gemelli (nato il 4 giugno), non riusciva soltanto a passeggiare, i suoi occhi vedevano di tutto.

Egli trovava pietre, non ciottoli bensì pietre formate dal mare nelle forme più svariate, e osservandole meglio, anche in forme più riconoscibili e tangibili.

Alcune di queste pietruzze se le mise in tasca per poi portarle a casa a Spoleto e studiarle meglio.

Sergio fu rapito dal pensiero delle pietre, cominciò a sperimentare con le poche pietre a disposizione.

Paolo, uno dei suoi amici fidati con cui gioca a carte, fu invitato a tornare con Sergio nel posto dove sapeva che si nascondevano i suoi tesori.

Rimane avvolto nel mistero il come i due signori siano riusciti a portare le pietre a Spoleto, ma vi era materiale a sufficienza per poter lavorare per anni.

Quando arrivammo da Sergio nel settembre di quell’anno, vedemmo i frutti della sua prima infatuazione.

Su formato A-4 vi era un’immagine tipo foto collage delle pietre “Il racconto dei sassi del mare”.

La maggior parte delle pietre rappresentavano qualcosa di riconoscibile, e ve ne erano anche che si ricollegavano ai temi di Sergio.

Nonostante la commozione di fronte alla nuova, forse ultima fase dell’artista Sergio, vi era anche un senso di disagio: “Era questo ciò che voleva lasciarci in eredità?”

Vi erano anche lavori originali accompagnati dalla pietra, ma non avevamo quella connessione con il nuovo lavoro.

Per quanto discutessimo con Sergio, questa era la sua arte e lui ci credeva ciecamente. Addirittura, il lavoro precedente era terminato e andava bene così!

Noi ci credemmo meno, e anche i collezionisti del lavoro del Maestro faticavano con questo ardore.

Tre anni più tardi vi è certamente un’evoluzione ben visibile.

Il nuovo lavoro interagisce sempre più con quello figurativo precedente e ai lavori nuovi vengono dati nomi importanti.

A uno dei primi lavori Wilma diede il nome di “I cittadini di Spoleto” e se si ha quella sensibilità, ci si può intravedere “I cittadini di Calais” del grande pittore Rodin.

Per noi diventò uno sport attribuire i nomi insieme a Sergio.

Uno dei suoi lavori, “Uccello”, lo si può ammirare al piano di sotto, ed è evidente: è una colomba della pace.

La domanda resta: “È questo quel che ne rimane?”

Non vi è una risposta chiara: il Maestro Sergio Bizzarri ci ha lasciato molto. È al lavoro da quasi 70 anni e con un ardore nella creazione che trascende la forma univoca dell’arte e con un anelito quasi ossessivo di rendere l’umanità partecipe di questa passione.

Cosa verrà di nuovo?

Il Maestro Sergio Bizzarri

Il maestro Sergio Bizzarri vive e lavora da sempre a Spoleto, Italia. L’arte e la creazione artistica sono state centrali nella sua vita sin da giovane età. Così è riuscito a gestire l’uso della prospettiva in maniera molto particolare. Come nell’opera “Sergio che legge”. Allora aveva 12 anni. A partire dal 1949 si dedica alla pittura. Si sviluppa fino a diventare uno dei maggiori rappresentanti sul piano di ArteBrut e Art Libre in Italia. Il suo nome si afferma definitivamente negli anni ‘50. La vita del Maestro Sergio Bizzarri si può suddividere globalmente in 4 periodi. La sua opera figurativa segue la tradizione dei pittori rinascimentali associata ad un uso espressionistico di colori.

Gli Anni ‘50 e ‘60.

Centrale ‘e lo sviluppo di uno stile molto proprio. Alla fine di questo periodo ci sarà il grande successo con esposizioni a Parigi e a Ginevra. Il suo stile è discreto, la sua tavolozza è diretta, spesso monocromatica e con figurazioni elaborate all’interno. La sua opera figurativa mostra un uso espressionistico del colore. Insieme a Gian Carlo Menotti forma la base del famoso “ Festival dei due Mondi” di Spoleto.

Gli anni ‘70 e ‘80

Il Maestro Bizzarri mostra uno sviluppo verso lo stile figurativo.

I temi sono caratteristici per il resto della sua carriera, quali: La Donna, la Maternità, la Natura e i Paesaggi (urbani). Lavora su diversi tipi di sfondo e con diversi tipi di materiale. In questo periodo le sue opere sono dipinte sulla pietra, spesso secondo l’esempio di opere più vecchie dipinte su lino, ma attraverso l’uso di altri materiali, la forma e il contenuto risultano sempre diversi. La Sua opera in Italia riceve regolarmente riconoscimenti. La tavolozza diventa più intensa con colori dinamici, la pennellata è penetrante e incisiva

Gli anni ‘90 fino al 2005

Questo periodo viene caratterizzato da un interesse sempre più vasto la sua opera. Seguono esposizioni oltre che in Italia e in Europa, anche in Canada, negli Stati Uniti, in Giappone e in Australia. Viene insignito dell’onoroficenza di Cavaliere della Repubblica per la sua opera artistica e per i suoi meriti per l’Arte Moderna Italiana. Ufficialmente porta il titolo di Maestro

Dal 2005 ad oggi

Fa un uso intenso del colore, diretto e dinamico. La sua pennellata è sottile. Si esprime regolarmente in un linguaggio astratto, colorato, formale, che lui definisce Magma e Luce. Una forma di espressione che sortisce molti seguaci nell’Arte Espressionista Italiana moderna.

Il Maestro Sergio Bizzarri trova una nuova passione nell’ispirazione che gli danno sassi e pietre.

Come dice lui stesso: ‘Questi “Sassi del mare” danno un’idea della creazione del nostro mondo e della mia vita.’

All’età di quasi 86 anni Sergio Bizzarri è ancora molto attivo nella sua arte.

Bewaren

Bewaren

Bewaren

Bewaren

Bewaren

Bewaren

Bewaren

Bewaren

Prenotazione non più disponibile

  • Organizzato da: Galleria Studio ImSpa,
  • In collaborazione con: Stichting Grenze(N)loze Kunst